Secondo la Drees (Direzione Generale per la Ricerca, gli Studi, la Valutazione e la Statistica), il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza è in costante aumento in Francia dal 2022, con significative variazioni tra le diverse regioni. Il metodo farmacologico è ora di gran lunga il più diffuso, rappresentando quattro aborti su cinque.
Nel 2025 sono stati effettuati 259.416 aborti, 7.219 in più rispetto al 2024. Il tasso ha raggiunto i 17,8 aborti ogni 1.000 donne di età compresa tra i 15 e i 49 anni. Dopo il calo osservato durante il periodo Covid, l'aumento interessa ora tutte le fasce d'età. Le donne di età compresa tra i 20 e i 24 anni e tra i 25 e i 29 anni rimangono le più colpite, con quasi 30 aborti ogni 1.000 donne.
Le disparità geografiche permangono significative: il tasso è doppio nei territori francesi d'oltremare rispetto alla Francia continentale e doppio nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra rispetto alla regione Paesi della Loira. La pratica è cambiata radicalmente negli ultimi vent'anni. Mentre nel 2004 tutti gli aborti venivano eseguiti in strutture sanitarie, ora questo accade solo per il 53%. L'aborto farmacologico, una pratica minoritaria all'inizio degli anni 2000, rappresenta ora l'81% delle procedure.
Un altro sviluppo significativo è l'aumento delle ostetriche indipendenti, autorizzate a praticare aborti dal 2016. La loro attività è aumentata di un ulteriore 15% nel 2025 e ora rappresentano un quarto degli aborti.
Sophie de Duiéry
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