Il presidente dell'Alto Consiglio per il Futuro dell'Assicurazione Sanitaria (HCAAM), Yann-Gaël Amghar, mette in guardia contro un forte aumento degli extracosti: se non verranno attuate riforme, entro il 2040 il 90% degli specialisti potrebbe operare nel settore privato (settore 2), rispetto a poco più della metà di oggi. L'ammontare totale di questi extracosti raggiungerebbe oltre 10 miliardi di euro, più del doppio della cifra prevista per il 2025. Questa tendenza aumenterebbe le spese a carico dei pazienti, già molto elevate per alcune procedure, come la sostituzione dell'anca, che può costare ai pazienti a basso reddito circa 800 euro.
Associazioni di pazienti, come France Assos Santé, denunciano un sistema sanitario "a due velocità" che penalizza chi ha più bisogno di cure.
Per affrontare questa tendenza, l'HCAAM propone diverse soluzioni:
- Vietare gli extracosti per i pazienti con i redditi più bassi.
- Limitare l'accesso al settore 2 subordinandolo all'anzianità di servizio.
- Fissare dei limiti alla sovrafatturazione, ad esempio da 1,5 a 2 volte l'aliquota contributiva previdenziale, al fine di eliminarla gradualmente.
Secondo il rapporto, se tutti gli specialisti del Settore 2 dovessero tornare alle condizioni del Settore 1, il 95% di loro vedrebbe diminuire il proprio reddito di circa il 28%, il che renderebbe necessario un aumento delle tariffe per alcune specialità come psichiatria, pediatria e ginecologia.
Dal canto suo, la Confederazione dei sindacati medici francesi contesta l'idea che la sovrafatturazione limiti l'accesso alle cure. Spiega l'aumento con la necessità di una formazione aggiuntiva per accedere al Settore 2 e con la bassa remunerazione per molte procedure tecniche, sintomo di un sistema che sottovaluta determinate pratiche.
Pascal Lemontel
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